Il castello errante di Howl trilogia

Ehilà!
Siete pronti per immergervi nel fantastico mondo de “Il castello errante di Howl” e i suoi due seguiti? Anche se non lo siete, farò in modo che ciò accada 😉

    Risultati immagini per il castello errante di howl trilogia

Titolo: Il castello errante di Howl, Il castello in aria, La casa per ognidove

Autore: Diana Waynne Jones

Genere: Fantasy per ragazzi

Casa editrice: Kappalab

Pagine: 243, 202, 201

Prezzo: 15€ separati, 26.10€ trilogia completa

TRAMA

1° romanzo: La giovane Sophie vive a Market Chipping, nel lontano e bizzarro paese di Ingary, un posto dove può succedere di tutto, specialmente quando la Strega delle Terre Desolate perde la pazienza. Sophie sogna di vivere una grande Risultati immagini per il castello errante di howl trilogia avventura, ma da quando le sorelle se ne sono andate di casa e lei è rimasta sola a lavorare nel negozio di cappelli del padre, le sue giornate trascorrono ancor più tranquille e monotone. Finché un giorno la perfida strega, per niente soddisfatta dei cappelli che Sophie le propone, trasforma la ragazza in una vecchia. Allora anche Sophie è costretta a partire, e ad affrontare un viaggio che la porterà a stipulare un patto col Mago Howl, a entrare nel suo castello sempre in movimento, a domare un demone, e infine a opporsi alla perfida Strega.
2° romanzo: Il Castello Errante è scomparso, e così il suo proprietario, il potente mago Howl. E anche il demone del fuoco Calcifer sembra essere svanito nel nulla. Contemporaneamente, molto più a sud del regno di Ingary, un giovane venditore di tappeti di nome Abdullah, famoso in tutto il villaggio per i suoi sogni a occhi aperti, si rende conto che una dopo l’altra le sue fantasie iniziano ad avverarsi. E il potere dell’immaginazione o c’entra qualcosa il misterioso tappeto di cui il giovane è appena entrato in possesso, e sul quale dorme ogni notte? E la principessa Fior-della-Notte è vera o si tratta di un altro bellissimo sogno? Una movimentata avventura a cavallo fra due regni, fra castelli volanti, geni in bottiglia, mostruosi djinn, angeli e creature stregate dall’identità multipla, in cui la coraggiosa Sophie dovrà trovare una risposta a mille enigmi, e ricostruire passo dopo passo il mistero legato alla scomparsa di Howl.
3° romanzo: Charmain Baker vive serenamente, trascorrendo le sue giornate tra i libri. Quando un bel giorno deve raggiungere il prozio William che giace a letto ammalato, sembra l’occasione per vivere una bella avventura. Ma la cose si complicano quando scopre che William è un potente mago e che la sua casa si sposta nello spazio e nel tempo. Charmain non è certo preparata ad avere a che fare con una casa magica! Aprendo una porta si può passare dalla sala alla cucina, ma anche trovarsi proiettati in una terra lontana. Fin dal suo arrivo, Charmain Baker farà una serie di incontri a dir poco sorprendenti, ma la sua vita prenderà una piega inaspettata solo quando incontrerà dei personaggi che ben conosciamo: Sophie, il demone Calcifer e, sotto mentite spoglie, il terribile mago Howl!

RECENSIONE

Come potevo non portare sul blog una delle mie saghe preferite? Non ringrazierò mai abbastanza quella santa di Diana Wynne Jones per aver creato uno dei personaggi libreschi che più amo al mondo. Howl incarna il prototipo della mia anima gemella: spiritoso, egoista ma allo stesso tempo si dividerebbe in 200 per poter aiutare le persone a cui tiene, affascinante (nel libro non viene descritto come una persona particolarmente bella) e misterioso. Guardando il film è stato amore a prima vista ma leggendo i libri e imparando a conoscerlo ed apprezzarlo, piano piano, è diventato una delle mie crush più potenti (è vero che è un personaggio di fantasia ma shhh nessuno deve saperlo) . Però non sono qua per parlarvi dei miei sentimenti per lui, e visto che i libri e le cose da dire sono abbastanza direi di cominciare.
Il castello errante di Howl oltre ad essere uno dei miei film preferiti è anche un libro che amo particolarmente, mi sono affezionata ad ogni suo personaggio dal meno importante a quello più di rilievo. Devo ammettere che mi è piaciuto di più il libro rispetto al film, non perché sia scritto meglio o perché il film sia fatto male, tutt’altro, dico questo perché vanno visti come due entità separate; mi spiego meglio il film e il libro raccontano due storie completamente diverse. Il primo si concentra su una guerra minacciosa e orribile che si abbatte su Ingary distruggendola, mentre l’ultimo ruota intorno al cattivo della situazione che è la strega delle Terre Desolate (presente anche nel film, però da un certo punto in poi resa innocua); le uniche due cose che hanno in comune sono: la rottura del patto che lega Calcifer a Howl e Sophie che cerca in tutti i modi di spezzare la sua maledizione. Risultati immagini per howl e sophie pinterestTralasciando il film, di cui ho già fatto la recensione, vorrei soffermarmi sugli aspetti che più ho gradito del libro. Uno di questi è senza ombra di dubbio il luogo e tempo di nascita di Howl. La porta del castello, in cui abitano i personaggi, è in realtà un portale magico che si apre su quattro luoghi diversi e il più interessante tra tutti è sicuramente quello collegato al colore nero. Non so se vi ricordate ma nel film se entravano nella porta dopo averlo selezionato potevano andare nel futuro o nel passato, mentre nel libro i nostri protagonisti vengono trasportati nel Galles degli anni 80 ossia il vero luogo da cui viene Howl! Quando l’ho letto non potevo crederci che ci potesse essere un colpo di scena così grande, mai mi sarei sognata che potesse provenire da un luogo reale ma purtroppo nel film questa particolarità non è stata inserita, peccato sarebbe stato interessante. Un’altra cosa che mi è piaciuta è stato il piano della strega. Il suo obiettivo era quello di creare l’uomo perfetto, per poi governare Ingary, utilizzando parti del corpo di persone importanti e prestigiose tra cui la testa di Howl che sarebbe stato il tocco finale, leggere per credere, parecchio inquietante ma allo stesso tempo di una genialità assurda. Inoltre ho trovato molto carino e divertente il capitolo “In cui un Mago del Re prende il raffreddore” dove abbiamo Howl malato che non fa altro che disperarsi, non nego che ho riso un sacco.

VOTO: 5/5

Il castello in aria dei tre è quello che mi è piaciuto di meno, l’ho trovato molto lento ad ingranare ed a entrare nella storia; tant’è vero che verso metà libro non sapevo se sarei riuscita ad andare avanti. Ambientato tre anni dopo i fatti accaduti nel primo libro, da qui in poi non troveremo più Howl e Sophie come protagonisti ma faranno comunque da sfondo e daranno un contributo fondamentale alla storia. Non ho adorato particolarmente Abdullah e la sua storia, però non nego che quando alla fine lui riesce a stare con la sua amata Fior-della-notte devo dire che ne sono rimasta molto felice; in più si trasferisce accanto al castello di Howl se questa non è fortuna non so davvero cosa sia. Poi vogliamo parlare del fantastico piano di Dalzel? Lui voleva sposarsi tutte le principesse del mondo ed usare il castello di Howl come rifugio per esse, ma stiamo scherzando? Ma che piano è? Sembra pensato da un bimbo di 5 anni. Indipendentemente da questo ci sono anche delle cose che mi sono piaciute, come l’idea di un tappeto volante che non appena ti addormenti ti porta nel luogo che più desideri oppure IL FIGLIO DI HOWL E SOPHIE tanto per fare un esempio completamente a caso. Vi giuro che non appena l’ho letto il mio animo da fangirl ha preso pieno possesso di me ed ancora non decide ad andarsene, come lo so? Semplice, anche ora che sto scrivendo la recensione lo sento vivo dentro di me. Unica pecca (anche se è più personale che altro) riguarda il nome del bimbo, Morgan. Per carità non ho assolutamente niente contro questo nome, però essendo un opera di fantasia poteva sceglierne uno qualsiasi oppure ripiegare su uno reale, però proprio Morgan no.

VOTO: 3/5

Con la casa per ognidove si chiude la saga che ha ispirato uno dei film più famosi dello Studio Ghibli e che mi ha più coinvolta emotivamente. Una cosa che non mancava di certo a Diana Wayne Jones erano le idee per creare un romanzo degno di essere chiamato tale, qua non ci troviamo di fronte ad un castello errante o ad un demone che rapisce delle principesse per sposarle; in questo libro la scrittrice ci fa entrare all’interno di una casa un po’ particolare dove le porte possono condurre alla cucina o alla camera da letto ma allo stesso tempo potrebbero portarti in un tempo o in uno spazio del tutto fuori dalla tua più vivida immaginazione. Questo è ciò che scopre la nostra protagonista, Charmain Baker, che invitata dallo zio a badare alla sua casa mentre lui non c’è, si ritrova a vivere un’avventura oltre ogni limite insieme al suo nuovo amico Peter, Sparso, Sophie ed Howl che come al solito lo troviamo sotto mentite spoglie. Questo libro non mi è piaciuto quanto il primo ma l’ho trovato molto gradevole e scorrevole, grazie sopratutto all’ottima scrittura presente in ogni suo romanzo ed allo stile fiabesco che è presente in ogni suo racconto. Mi sono identificata molto con Charmain: pigra, svogliata, introversa e che tende ad allontanare i suoi problemi con un semplice “ci penserò domani”. Leggere quest’ultimo capitolo è stata una delle cose più strazianti che abbia fatto in quest’ultimo periodo, non mi sono ancora ripresa completamente dall’addio che ho dovuto dare ad Howl e Sophie (a questo punto non so nemmeno se mi riprenderò più) ormai diventati una parte importante di me.

VOTO: 4/5

Dopo questa luuuunga recensione direi che posso anche concludere qua, voi che dite? Vi auguro una buona lettura e prima di andare voglio darvi un consiglio, se mai un giorno decideste di iniziarla per l’ultimo libro preparate i fazzoletti 😉

Stay tuned!

Annunci

Auguri per la tua morte

Buongiorno miei cari lettori 🙂

Oggi mi trovo qua con voi per parlarvi di un film che ha attirato moltissimo la mia attenzione e curiosità, Auguri per la tua morte.

TRAMA

Tree Gelbman, è una studentessa del college molto popolare e dal carattere superficiale e sbarazzino, che pensa di ottenere tutto ciò che vuole con la sua bellezza. Il giorno del suo compleanno viene uccisa da qualcuno che indossa una maschera inquietante. Anziché morire però, si risveglia il mattino dello stesso giorno, e così capisce di star rivivendo il giorno del suo compleanno all’infinito. Tree si ritrova a dover capire allo stesso tempo cosa la imprigioni in questo loop temporale e chi sia a volerla uccidere. Ciò darà il via inoltre ad un processo di autoanalisi che porterà Tree a rivedere anche il suo modo di essere e diventare una persona migliore.

RECENSIONE

La critica, oltre che accoglierlo positivamente, lo descrive come un “Ricomincio da capo che incontra Scream” e non posso che trovarmi d’accordo. In questo film possiamo trovare ogni possibile riferimento a Scream; una ragazza che viene inseguita da un misterioso killer con la maschera che vuole ucciderla, sono io oppure siamo tornati improvvisamente negli anni 90? Per quando riguarda Ricomincio da capo, beh tutta la storia si concentra sul rivivere lo stesso giorno con l’unica differenza che invece di passare fino alla nausea il Giorno della Marmotta, la nostra protagonista dovrà affrontare il suo compleanno.

Il trailer mi aveva incuriosita tantissimo e anche la trama non era stata da meno, così ieri sera mi sono decisa a vederlo. Chiunque si aspetti di vedere un horror pauroso alla Venerdì 13 o splatter alla Saw, si sbaglia di grosso. Con Auguri per la tua morte ci troviamo di fronte ad un horror/commedia, sicuramente non è uno di quei film dove ridi fino alle lacrime però vi posso assicurare che ci saranno alcune scene che un sorriso ve lo strapperanno e ovviamente non mancherà la nostra cara amica ansia che ci accompagna sempre durante un horror. Non posso rivelarvi un granché visto che è uscito nelle sale solamente 4 giorni fa per cui non voglio fare spoiler, l’unica cosa che posso dirvi è che il killer non è assolutamente scontato; non dovete arrendervi all’apparenza perché la storia avrà proprio un risvolto inaspettato alla fine. Devo dire che la rivelazione dell’assassino non mi ha colpita più di tanto (e non perché non l’ho indovinato…. o almeno credo), più che altro ho trovato molto futili i motivi. A parte questo, non fate come me, armatevi di tutte le conoscenze possibili su come scoprire un omicida e andate al cinema!

Detto questo, vi invito a scrivermi sotto questo post o sulla mia pagina instagram per farmi sapere se avete indovinato subito il colpevole oppure no come la sottoscritta. Grazie a chiunque abbia letto questa recensione e ora non mi resta che augurarvi una buona visione 🙂 !

VOTO: 4/5

Stay tuned!

Recensione: RE/MEMBER

Salve a tutti!

Siccome mi sono resa conto che è da un bel po’ che non porto un manga su questo blog; ho deciso di parlarvi di quello che sto leggendo attualmente, Re/member.

TRAMA

Sarebbe dovuta essere una tipica giornata scolastica per Asuka e i suoi amici; se non fosse per il fatto che la loro compagnia e amica, Haruka, chiede loro di cercare il suo corpo ormai fatto a pezzi e sparso per tutta la scuola. Inizia così una corsa contro il tempo che coinvolge ognuno di loro, portandoli alla disperazione e alla follia. Come se non bastasse a complicare le cose ci sarà una bambina pronta a ucciderli per non farli arrivare alla fine del macabro “gioco”. Ce la faranno ad uscirne vivi ed a svelare i misteri che li circondano?

RECENSIONE

♦ La bambina in rosso appare a scuola dopo le lezioni.

♦ La bambina in rosso appare di fronte a uno studente quando rimane da solo.

♦ Chi vede la bambina in rosso, non deve assolutamente voltarsi finché non esce dal cancello della scuola.

♦ Chi lo fa, viene diviso in otto pezzi e nascosto nell’edificio scolastico.

♦ Lo studente ucciso dalla bambina in rosso, il giorno dopo compare davanti a tutti e chiede di cercare il suo corpo.

♦ Non ci si può rifiutare di cercare il corpo.

♦ La bambina in rosso compare anche durante la ricerca.

♦ La ricerca non termina finché il corpo non viene trovato.

♦ Anche se durante la ricerca perdi la vita, non muori.

Girovagando per Pisa sono riuscita a trovare una fumetteria dove mi sono imbattuta in questo manga mai visto prima; leggendo la trama mi sono resa conto che, oltre ad intrigarmi un sacco, era a sfondo horror e una persona come me non poteva di certo farselo sfuggire ma ahimè non ero molto sicura se prenderlo o meno perché avevo altre spese in mente, così mentre il tempo passava ed io ero sempre lì a pensarci arriva novembre e questo stava a significare solamente una cosa LUCCA COMICS. Sotto costrizione consiglio da parte della mia amica e di una ragazza che lavora alla JPOP, decido di prendere i primi tre e poi comprarli successivamente in fumetteria; non c’è stata scelta che ho pentito più di questa. Arrivata alla fine del terzo volume la mia reazione è stata più o meno questa:”AAAAAH finalmente un manga che mi intriga a tal punto da non potermene staccare” seguita da una riflessione assai importante:”Aspetta, ora come vado avanti? Perché diamine non li ho presi tutti?” Ebbene si, è da sabato scorso che sono in stallo e non vedo l’ora di andare a comprarli domani perché non resisto più in questa situazione. Starei qui ore ed ore a parlare dei fatti miei ma qualcosa mi dice che a voi non interessano, sicché direi di parlare un po’ del manga visto che sono qua per questo. Inizialmente mi aspettavo una cosa tipo Another, con uccisioni e roba splatter in qua e là ma sono piacevolmente colpita nel dirvi che Re/member è molto meglio di Another (almeno per me). E’ vero che per ora sono solo all’inizio e che nella storia vera e propria ci devo entrare a modo, però che ci devo fare mi sono già innamorata. Adoro moltissimo l’ansia che mi mette pagina dopo pagina (si lo so sono strana, non fateci caso), reazione più che giusta in quanto si tratta di un manga horror, cosa che non mi è successa con Another. I disegni sono fenomenali, soprattutto nelle scene inquietanti e cavolo se il disegnatore riesce a renderle; vi dico solo che per leggerlo ho tenuto la copertina lucida con il personaggio, che di solito tolgo, perché il disegno sotto mi angosciava talmente tanto da non riuscire a guardarlo. In modo particolare mi hanno colpita le varie scene in cui i protagonisti vengono uccisi e la figura della bambina in rosso che riesce davvero ad impressionare i lettori. Un punto a favore va di certo per la storia, sarà che per me parte abbastanza avvantaggiato perché i racconti costituiti da misteri fitti così mi piacciono tantissimo, è intrigante a tal punto che t’invoglia ad andare avanti per poter scoprire sempre di più insomma se qualcuno di voi lo inizierà non fate come me, comprateli direttamente tutti non ve ne pentirete. Unica cosa, lo dico per sicurezza, consiglio questo manga solo a chi è abituato a questo genere di cose perché ci sono molte scene che sono abbastanza forti sicché se lo iniziate vi ho avvertito 😉 .

E niente credo di aver scritto tutto quello che mi premeva dirvi, anche perché essendo arrivata solo al volume tre non posso di certo dilungarmi troppo haha. Come al solito, spero abbiate gradito la recensione se vi va fatemelo sapere attraverso un semplice commento o con un “mi piace”. Alla prossima!

VOTO: 3.5/5 (solo perché sono sempre agli inizi)

Buona lettura!

#Consigli: Film e serie tv da vedere il giorno di Halloween

Salve a tutti 🙂 !

Halloween non è una festa che adoro particolarmente, pur essendo molto fissata col genere horror, però visto che è il primo della pagina e che passo con voi ho deciso di creare una rubrica, dal nome “Consigli”, per indirizzarvi verso serie o film adatti da guardare durante le festività. Che dire? Siete pronti a farvi spaventare?

🎃 American Horror Story

Piccoli_brividi_logo

Che Halloween sarebbe senza una buona dose di paura e orrore da parte di una delle serie più famose che ci sono in circolazione negli ultimi anni?

American Horror Story è una serie antologica (oltre ad essere una delle mie preferite), composta da ben 7 stagioni, ideata da Brad Falchuck e Ryan Murphy (che conoscerete grazie a Glee). Ad oggi è una vera colonna portante del genere horror moderno, le sue storie, i suoi personaggi, i colpi di scena funzionano a meraviglia e vanno a fondersi alla fine creando un vero e proprio capolavoro. Non starò qua a consigliarvi una stagione in particolare, perché per me andrebbero viste tutte dalla prima all’ultima, ma vorrei che soffermaste la vostra attenzione su Asylum. So che è scontato perché viene reputata daRisultati immagini per american horror story asylum gif tutti i fan un vero e proprio pilastro, anche se Cult non scherza affatto, però merita tantissimo. Incarna, in poco più di 13 puntate, tutto ciò che cerchiamo in una serie horror: manicomi con creature deformi, serial killer, medici pazzi, esorcismi e chi più ne ha più ne metta (cosa molto importante abbiamo il piacere di vedere Adam Levine, se non è questo un buon motivo per iniziarla non so quale sia. Scherzo… o forse no?). Se non l’avete ancora vista correte immediatamente e rimediare al vostro errore oppure andate subito a fare un rewatch che tanto male non fa (quasi quasi ci faccio un pensierino). Una delle cose che amo di più di American Horror Story sono le sigle, inquietanti e spaventose al punto giusto; ci sono rimasta malissimo quando era venuto fuori che in Roanoke non ci sarebbe stata nessuna sigla d’apertura, anche perché danno quel che di unico e poi diciamolo sono veramente belle; ma ciò non ha di certo influito negativamente sulla stagione. American Horror Story oltre ad essere una delle serie più famose che ci siano in circolazione, a parer mio, è anche una delle più belle. Se non l’avete ancora vista, mi sembra il momento giusto per darli una possibilità.

🎃 Sinister

Film del 2012 diretto da Scott Derrickson, con Ethan Hawke come attore.

Vi descrivo la trama molto velocemente: Il protagonista è uno scrittore, Ellison Oswalt, di storie vere di cronaca nera che decide di trasferirsi insieme a sua moglie e i due figli, in una casa dove solo un anno prima era avvenuto un tremendo fatto di cui vorrebbe scrivere: l’intera famiglia Stevenson sterminata e la scomparsa della loro figlia più piccola. Le cose però non vanno come lui aveva programmato, da quando trova dei filmati in super8 nella sua soffitta (in cui sono presenti vari omicidi tra cui quello della famiglia che abitava precedentemente in quella casa) la sua vita andrà piano piano in frantumi per poi vederla sgretolarsi alla fine della storia con l’arrivo dell’entità che ha evocato, il Bughuul.

Chiunque mi conosca sa quanto io ami alla follia questo genere, preferisco di gran lunga vedermi un film horror che uno drammatico o sentimentale. Questo, però, ha cambiato le carte in tavola, non mi sono mai spaventata così tanto eppure ne ho visti parecchi sicché dovrei esserci abituata.. o almeno così credevo. Pur avendo una trama che a primo acchito può sembrare banale, vi posso giurare che non è assolutamente così. E’ stata costruita e sviluppata così bene che anche determinati colpi di scena, che potrebbero risultare un tipico cliché non lo sono affatto e ti fanno letteralmente cagare sotto spaventare. Questo è uno dei pochi film che ho visto solamente due volte, la prima da sola (mi piace anche stare in compagnia, però preferisco di più vedermeli da sola con l’atmosfera giusta) e l’altra con due mie amiche; poi BASTA. Vi giuro anche ora che sto scrivendo la recensione ho i brividi, mi ha lasciato un senso di inquietudine e ansia che non vi immaginate e spaventarmi o mettermi queste sensazioni addosso non è per niente facile; non lo dico affatto per vantami- ci mancherebbe altro- lo faccio solo per farvi rendere conto che puoi essere abituata quanto vuoi ma nel momento in cui ti trovi a guardare un film del genere sei fregata. Volete una prova di quel che dico? Bene sono pronta a fornirvela. Un professore di nome, Brendan Walker, decise di condurre un esperimento sulla quantità di spavento provocato da Sinister, così fece lo fece vedere in anteprima ad un gruppo di persone con attaccati cavi che attraverso un computer misuravano il battito cardiaco. Visto che il battito di tutti i partecipanti aveva avuto dei picchi il film è stato vietato ai cardiopatici. Se questa non è una prova, non so cos’altro possa essere. Indipendentemente da questo mi è piaciuto, lo so lo so può sembrare una contraddizione dopo tutto quello che ho scritto fin ora ma vi giuro che non lo è. Ora come ora è difficile trovarne uno che possa farti dire:” Mamma mia questo faceva davvero paura” e sono d’accordo col dire che la paura è una cosa soggettiva, però non potete negarmi che da un po’ di tempo a questa parte non fa altro che uscire roba scadente. Sinister, invece, è una ventata d’aria fresca con scenari abbastanza suggestivi e parti fatte davvero molto bene; quindi che dire se volete vedere qualcosa di spaventoso questo fa di certo per voi.

🎃 Scream the tv series 

screamlogo.jpg

Scream the tv series prende spunto da un famoso film horror targato anni 90, Scream del regista Wes Craven. Questa serie si divide in 3 stagioni + uno speciale di Halloween. La trama non si differenzia molto dall’originale; c’è questo gruppo di ragazzi ( Audrey, Noah, Jake, Will, Kieran e Brooke) più la protagonista, Emma Duval, che sono perseguitati dal, presunto, famoso serial killer Brandon James che 20 anni prima aveva terrorizzato la cittadina di Lakewood con i suoi brutali omicidi. Ovviamente il loro compito sarà quello di scoprire chi si cela dietro la maschera per poter, finalmente, chiudere quest’orrendo capitolo.

Onestamente quando seppi che era in produzione mi trovai a provare dei sentimenti contrastanti: da un lato ero felice perché finalmente potevo vedere qualcosa legato al mondo di Ghostface, dall’altro avevo semplicemente paura che rovinassero un capolavoro del genere horror e il film che ha segnato la mia adolescenza. Invece mi sono dovuta ricredere, pur essendo ambientato nel mondo moderno con le sue tecnologie che negli anni 90 erano completamente assenti; ha funzionato ed anche alla grande. E’ vero ci sono state delle puntate che erano un po’ sottotono- come ogni serie che si rispetti- però è sempre riuscita a tirarsi su, anche grazie ai personaggi che stanno alla base della storia (non puoi non adorare Noah, è il Randy dei giorni nostri e tutti amano Randy). Ho amato l’episodio finale della seconda stagione, tanto da mettermi a piangere come una bambina perché sapevo che quella sarebbe stata la fine. Mi è dispiaciuto molto quando ho saputo che nella terza serie non ci sarebbero stati i soliti personaggi, ormai ci ero affezionata. Se siete fan dell’originale o volete semplicemente vedere qualcosa di frizzante e nuovo, questo fa di certo per voi! (Ovviamente, anche se in modo indiretto, vi consiglio di vedere anche il film)

🎃 The Nightmare Before Christmas 

The_nightmare_before_christmas_poster.jpg

Ora spostiamoci verso uno dei miei cartoni animati preferiti di quando ero piccola, Nightmare Before Christmas. Le mie intere giornate si alternavano tra la visione della Sirenetta e questo, direte voi:”Due generi completamente opposti”, ebbene si da bambina avevo dei gusti un pochino strani (ci tengo a precisare che questa cosa nel crescere non è diminuita, anzi). Film del 1993 diretto da Henry Selick e prodotto da *rullo di tamburi* Tim Burton (di cui è anche il soggettista). 

Ci tengo molto a parlarvene perché è il film a cui sono più affezionata, mi ha accompagnata per tutta l’infanzia e mi ricordo che ogni momento era buono per potermelo vedere; tant’è vero che i miei genitori sono stati costretti a comprarmi il DVD visto che ero riuscita a “fondere” la videocassetta (a scriverlo mi sento terribilmente nostalgica e allo stesso tempo vecchia..) questo vi fa rendere conto di quanto ci fossi ossessionata. Penso che sia iniziato da qua il mio amore incondizionato verso Tim Burton e non posso che ringraziarlo di cuore per aver creato un tale capolavoro.

Cosa mi piace di Nightmare Before Christmas? Tutto vale come risposta? Ok ok faccio la seria. Diciamo pure che mi ero presa una vera e propria cotta per il protagonista, Jack, pur essendo uno scheletro “vivente” mi aveva colpita a tal punto da rimanerne stregata (anche la voce di Renato Zero di certo non aiutava molto) è stata la mia prima crush in ambito fantastico. Le musiche, Danny Elfman ragazzi è sempre una scommessa, sono una più bella dell’altra; era impossibile guardarlo senza cantarne almeno uno o addirittura tutte, arrivavi alla fine che eri senza voce. La mia preferita è “Re del blu Re del mai” (che per la cronaca la sto ascoltando in questo momento), se vi va potete scrivermi nei commenti quella che più preferite e perché sarei molto curiosa di saperlo! Tra tutte le cose quella che mi è rimasta più impressa è la morale che avvolge il tutto; il volere trovare un proprio posto nel mondo, il dimostrare agli altri di cosa sei capace e che ognuno può diventare ciò che più preferisce se ci mette il cuore e tutto l’impegno possibile.

Detto questo io lo consiglio con tutto il cuore e spero che vi possa piacere 🙂 .

🎃 The Final Girls

  

The Final Girls è un film del 2015 diretto da Todd Strauss-Schulson con protagonista Taissa Farmiga, che noi tutti conosciamo per il ruolo di Violet Harmon nella prima serie di American Horror Story e quello di Zoe Benson nella terza.

Trama: Max Cartwright, una ragazza frequentante l’ultimo anno della scuola superiore, si reca con gli amici ad una proiezione pubblica di Camp Bloodbath, un film horror che ha visto protagonista la madre Amanda, ora deceduta. Durante la proiezione nella sala scoppia un incendio e, per salvarsi, rimangono vittime di uno strano incidente che li catapulta all’interno del film; Max ritrova quindi la madre e insieme ai suoi amici, affrontando i pericoli previsti dalla trama del film, tra cui un serial killer che brandisce un machete, dovrà trovare un modo per ritornare sana e salva nel mondo reale.

Per chi non si trova tanto a suo agio con film troppo violenti o splatter, the final girls fa di certo al caso suo. E’ una commedia horror davvero brillante, riprende in modo scherzoso il famosissimo Venerdì 13 dove invece di trovarci di fronte Jason Voorhees, abbiamo a che fare con il serial killer Billy Murphy. Ora, qual’è la genialità di questo film? Semplice, il fatto che i protagonisti hanno l’opportunità di poter entrare dentro il film Camp Bloodbath; okay è vero che si tratta di un horror però rimane pur sempre una figata, v’immaginate se ognuno di noi potesse entrare all’interno del film che più ama e vivere quell’avventura insieme ai protagonisti? Sarebbe un sogno! (se vi va in un commento potete farmi sapere quale film scegliereste, sarei curiosa di saperlo)

Un’ultima cosa, non fatevi confondere dal termine “commedia” perché anche qua vi troverete di fronte ad uccisioni e teste staccate dal corpo, ovviamente in modo più lieve rispetto ad un normale horror però pur sempre presenti.

🎃 Bonus: Another

Another è una anime del 2012 basato sulla light novel scritta da Yukito Ayatsuji, da cui è stata stratta anche una serie di manga composti da 4 volumi.

Trama: Nel 1972 uno studente modello del terzo anno della sezione 3 del liceo Yomiyama Nord, di nome Misaki Yomiyama, muore assieme alla propria famiglia nell’incendio di casa propria. L’intera classe, sconvolta dalla perdita, decide di continuare a fingere che sia ancora in vita. Alla classe si aggiungono persino i professori, ed il preside alla consegna dei diplomi fa mettere in aula anche la sua sedia. Dall’anno successivo iniziano a morire in circostanze misteriose alcuni studenti, a volte con relativi parenti, ed insegnanti della sezione 3. Nella primavera del 1998 un ragazzo di 15 anni, Kouichi Sakakibara, si trasferisce da Tokyo a Yomiyama per stare con i nonni mentre suo padre lavora in India. Si trasferisce proprio nella classe 3-3, ma perde le prime settimane a causa di uno pneumotorace. Mentre è in ospedale, oltre a ricevere la visita dei suoi compagni di classe, che lo trattano in modo strano, incontra Mei, anch’essa frequentante la classe 3-3. Una volta dimesso, il ragazzo comincia la scuola e si accorge di essere nella stessa classe di Mei. Però quest’ultima non è presa in considerazione dai compagni, quasi come se solo lui potesse vederla. Inoltre, ogni volta che domanda ai compagni informazioni riguardo ad essa, tutti rispondono di non sapere chi sia. Sakakibara inizia così ad indagare, però sapendo di non ricevere alcuna risposta dai suoi compagni decide di avvicinarsi di più a Mei.

Pur non essendo uno degli anime che più preferisco tra tutti quelli che ho visto, ci tenevo moltissimo a farvelo conoscere e introdurlo in questa mia lista. Ha una storia molto coinvolgente, forse un po’ complicata da comprendere all’inizio però man mano che andrete va avanti con gli episodi ed entrerete nel succo della situazione vedrete che staccarvi diventerà impossibile. Scoprire come mai Mei Misaki viene ignorata e successivamente Kouichi, che mistero nasconde la classe 3-3, perché i compagni si comportano in quella determinata maniera o chi è l’uno in più diventerà la vostra personale missione fino alla fine. E’ stracolmo di uccisioni e splatter a volontà, chi è debole di stomaco forse dovrebbe fare un passo indietro… però ricordatevi che è pur sempre Halloween!

Pur avendone scritti pochi, me ne rendo conto, i consigli non sono finiti qua. Ovviamente non posso scrivere un papiro come con questi qua sopra quindi fatevi bastare i nomi 😉 .

  • Halloween la notte delle streghe e Halloween di Rob Zombie (quale giorno migliore per vederli se non questo?)
  • Nightmare (anche se potete benissimo tralasciare quello del ’94 e Freddy vs Jason, per il reboot sta a voi decidere)
  • The Blair Witch Project
  • IT (anche quello del 2017, merita anche se ha i suoi difetti- ne parlerò presto in una recensione-)
  • Stranger Things (pur non essendo propriamente horror E’ DA VEDERE ASSOLUTAMENTE)
  • Ovviamente Scream (non potevo non consigliarvi il mio horror preferito, anche se il 4° non è stato un granché)
  • Death Note (stesso discorso di ST- anche se dubito che qualcuno non l’abbia ancora visto-)
  • Masters of Horror (serie molto carina, composta da 2 stagioni, dove vari registri- anche famosi- si cimentano creando varie storie a tema horror)
  • The Conjuring- L’evocazione e The Conjuring – Il caso Enfield
  • Saw (un classico)
  • Quella casa nel bosco (anche questo è commedia e horror insieme)
  • Autopsy
  • Babadook
  • The visit
  • Rec
  • Paranormal Activity (può sembrare scontato come film però io lo inserisco ugualmente e vi consiglio i primi 3 e lo spin-off, li altri due si possono anche lasciare dove stanno)
  • Hostel ( i primi due)
  • Oculus (molto carino)
  • Dead Silence

Detto questo vi auguro un HAPPY HALLOWEEN🎃

Recensione: “Quando c’era Marnie”

Buongiorno a tutti!

Quest’oggi mi trovo qua sul blog per parlare con voi dell’ultimo libro che ho avuto il piacere di leggere, Quando c’era Marnie. Scritto da Joan G. Robinson e pubblicato nel lontano 1967 è un libro per ragazzi che ti mette di fronte ai problemi che un bambino, di appena 12 anni, può ritrovarsi ad affrontare: la ricerca di se stesso, la solitudine, il volersi sentire compreso ed accettato da chi li sta intorno ma il tema principale che avvolgerà l’intero racconto è quello dell’amicizia e dell’impatto che  può significare nella vita di un ragazzo.

Foto 26-10-17, 19 07 50.jpg   

Titolo: Quando c’era Marnie

Autore: Joan G. Robinson

Genere: Romanzo

Casa editrice: Kappalab

Pagine: 224

Prezzo: cartaceo 15€

TRAMA

Una ragazzina solitaria e senza genitori di nome Anna viene mandata a casa di un’attempata coppia in un paesino in riva al mare, per socializzare con altri bambini della sua età. Durante una delle sue lunghe passeggiate nella natura, Anna incontra una misteriosa ragazzina bionda di nome Marnie, sola come lei. Le due diventano amiche inseparabili e passano intere giornate a giocare e chiacchierare, ma per qualche incomprensibile ragione a volte si perdono di vista all’improvviso, pur senza allontanarsi l’una dall’altra. Quando un conoscente di famiglia della bionda ragazzina arriva in visita, Marnie smette definitivamente di frequentare Anna. E allora, ritenendo che la ragazzina si sia stancata di esserle amica, Anna decide di andare a verificare di persona presso la misteriosa casa nella palude, ma quello che scopre è decisamente diverso da quanto si aspettava.

RECENSIONE

“- C’è un’altra cosa- continuò la signora Lindsay. – I ragazzi stavano parlando di Marnie quando lei è entrata (non riescono proprio a dimenticare quella storia), e Matt con il suo solito modo indelicato stava dicendo qualcosa a proposito di quanto fosse triste per Anna non averla conosciuta. E sai cos’ha risposto lei? Ha detto: “Invece l’ho conosciuta, una volta”. Con tono deciso, proprio così. Be’, certo, è vero, quand’era molto piccola. Ma è stato buffo: mentre lo diceva stava ridendo, sul serio, proprio come se la ricordasse davvero.”

Com’è che questo libro è giunto nelle mie mani? Semplice, per caso. Avete presente quando sentite il bisogno impellente di leggere, qualsiasi cosa basta che ti distragga? Beh, questo è ciò che ho provato nelle ultime due settimane, è vero che nel frattempo leggevo qualche manga però mi sto rendendo conto piano piano che non è esattamente la stessa cosa, così decisa a togliermi di torno questa sensazione,fastidiosissima tra l’altro, ho fatto un salto alla Mondadori per cercare un libro che mi era stato consigliato da una mia amica ma, ahimè, non l’avevano e quando le speranze sembravano ormai lontane e mi stavano abbandonando; ecco che vedo Quando c’era Marnie, era lì solo e sentivo che mi chiamava così senza esitare l’ho comprato. Devo precisare una cosa, quest’opera già la conoscevo perché nemmeno un’anno fa avevo visto la trasposizione animata diretta da Hiromasa Yonebayashi; in più è uno dei miei cartoni preferiti, non solo per quanto riguarda lo Studio Ghibli ma anche in generale anzi vi dico di più mi era piaciuto talmente tanto che quest’estate avevo deciso di rivederlo (e tra parentesi, ci so stata male come la prima volta) e ora sto convincendo anche mia mamma. Insomma mi sono innamorata, quindi la scelta proprio a caso, forse, non era.

Ora, dopo questo lungo discorso un po’ noioso direi che posso anche iniziare. La storia pur essendo leggermente diversa rispetto al film, è comunque commuovente e riesce a trasportarti sia all’interno della storia che nella piccola cittadina di Little Overton.

Anna (Marianna): Mi sono affezionata veramente tanto al suo personaggio. Mentre leggevo riuscivo a rivedere la me stessa dodicenne: sola, in cerca di qualcuno che potesse capirmi e con cui potevo sfogarmi e di conseguenza mi sono sentita molto legata a lei. Mi si è spezzato il cuore quando Sandra per offenderla la descrive con la frase: “Sembri esattamente quello che sei” e Anna, non sentendosi a suo agio con se stessa, ne rimane profondamente colpita tanto da demoralizzarsi; in quel momento ho provato un forte senso di apprensione verso di lei che l’avrei voluta abbracciare fortissimo per trasmetterle tutto il mio affetto. Durante il romanzo ci ritroviamo davanti alla sua crescita psicologica e a come riesce ad uscire dal cupo malessere che la pervade per poter, finalmente, liberarsi da quella condizione che non faceva altro che opprimerla. Alla fine, quando assistiamo alla sua rinascita, non ho potuto fare a meno di commuovermi pensando a tutto il duro lavoro che Anna ha dovuto affrontare per arrivare ad accettarsi.

Marnie (Marian): Onestamente, pur avendo visto il film e letto il libro ancora non so cosa pensare di questo personaggio. Mi spiego meglio, a pelle e per come si è presentata inizialmente non mi ha colpita più di tanto e mi stava un po’ sul culo sulle scatole. Non ho amato moltissimo il suo carattere e alcune sortite che ha fatto parlando con Anna, però allo stesso tempo riconosco che è stata un amica importante ed il trampolino di lancio che ha permesso ad Anna di andare avanti. Come mi aspettavo ho pianto come una bambina quando Penelope Gill racconta la storia di Marnie, la sua infanzia è stata un vero e proprio tormento e anche la sua adolescenza e l’età adulta non sono state da meno: si sposa e poco dopo le muore il marito, è costretta ad allontanare la figlia per via della guerra e una volta tornata si trova di fronte una ragazza che prova solo ostilità e odio nei suoi confronti, successivamente si sposa senza che la madre lo sappia e muore in un incidente stradale lasciando una bambina di 3 anni, così Marian decide di prendersela con se per poter avere una seconda possibilità ma purtroppo ciò non avviene in quanto muore lo stesso anno. Quella che lega Marnie e Anna è un amicizia ai limiti della realtà che attraversa lo spazio ed il tempo. Possiamo tranquillamente dire che è un qualcosa di magico.

Non so se è presente anche nell’altra edizione italiana del libro ma una cosa che ho adorato particolarmente è stata la postfazione che si trova alla fine del romanzo. In poche parole è la figlia della scrittrice che parla a nome della madre, dicendo che se fosse ancora viva avrebbe adorato tutto ciò e il successo che ha avuto negli anni Quando c’era Marnie; in più viene fatto sapere che ci sono persone provenienti da tutto il mondo che scelgono come meta turistica il luogo che ha ispirato la storia. La mia parte preferita di tutta la postfazione è questa:” La storia di mia madre, di Anna che si sentiva sola e non amata, una storia così personale per lei, che può essere compresa da tante persone di tutte le età, sarà in questo modo consegnata a una nuova generazione, in una nuova forma. Continuo a pensare a come sarebbe sorpresa, e a quanto questo farebbe piacere a mia madre. Di tutti i suoi libri, Marnie è quello che amava di più”.

Adesso posso chiudere qua la mia recensione, spero che vi sia piaciuta e che vi abbia incoraggiato a leggere il libro. A presto con una nuova recensione.

Buona lettura!

VOTO: 4/5

Recensione: “Il signore delle ombre” di Cassandra Clare

los.jpg  LOS_cover

Titolo: Il signore delle ombre

Autore: Cassandra Clare

Genere: Urban fantasy

Casa editrice: Mondadori

Pagine: 647

Prezzo: cartaceo 19,90€ / Ebook 9,99€

TRAMA

Onore, senso del dovere, rispetto della parola data: questi sono i principi che guidano l’esistenza di ogni Shadowhunter. Oltre alla certezza che non esista un legame più sacro di quello che unisce due parabatai, compagni di battaglia destinati a combattere e a soffrire insieme. Un legame che mai e poi mai – questo dice la Legge – dovrà trasformarsi in amore. Emma Carstairs sa bene che il sentimento che la unisce al suo parabatai, Julian Blackthorn, è proibito e che proprio per questo potrebbe distruggere entrambi. Sa anche che, per non rischiare la loro vita, dovrebbe scappare il più lontano possibile da lui. Ma come può farlo, proprio ora che i Blackthorn sono minacciati da nemici provenienti da ogni dove? L’unica loro speranza sembra racchiusa nel “Volume Nero dei Morti”, un libro di incantesimi straordinariamente potente su cui tutti vogliono mettere le mani. Per questo, dopo aver stretto un patto con la Regina Seelie, Emma, la sua migliore amica Cristina, Mark e Julian Blackthorn partono alla ricerca del libro, affrontando mille insidie, imbattendosi in potenti nemici ben consapevoli che nulla è ciò che sembra e nessuna promessa è degna di fiducia. Nel frattempo, a Los Angeles, la tensione crescente tra Shadowhunter e Nascosti ha rafforzato la Coorte, la potente fazione interna al Consiglio strenua sostenitrice della Pace Fredda e disposta a tutto pur di impossessarsi dell’Istituto. Ben presto però un’altra, nuova minaccia si fa avanti, sotto le spoglie del Signore delle Ombre – il Re della Corte Unseelie -, che spedisce i propri guerrieri migliori sulle tracce dei Blackthorn e del libro. Con il pericolo ormai alle porte, Julian concepisce un piano rischioso che prevede la collaborazione con un personaggio imprevedibile. Ma per ottenere la vittoria finale sarà necessario pagare un prezzo che lui ed Emma non possono nemmeno immaginare, e che avrà ripercussioni su tutti coloro e tutto ciò che hanno di più caro al mondo.

RECENSIONE

“Le nostre anime sono fatte della polvere della stessa stella. Ecco perché siamo sempre stati attratti l’uno all’altra come calamite, tutta la vita. Tutte le parti che ci compongono appartengono a un tutt’uno”

Tralasciando il fatto che è il primo libro della saga di Shadowhunters che recensisco e che non ho mai, nemmeno lontanamente, parlato del primo volume; spero di fare del mio meglio nell’esprimere la mia opinione su Lord of shadows (titolo originale).

Quando un anno fa finii Signora della mezzanotte non sapevo bene che emozioni esprimere: da un lato ero felice perché mi ero ritrovata tra le mani un bel libro; pieno di colpi di scena e di vecchi amici ritrovati, dall’altro ero scioccata sia per la scoperta del doppio ruolo di Malcolm nella storia, sia per la frase detta da Mark a Emma alla fine del libro:“Perché mentire?”. Con Il Signore delle ombre non ci sono stati dubbi, l’unica emozione che ho provato una volta chiuso il libro è stata una rabbia cieca verso la Clare. Vi chiedete il perché? Andatevi a leggere le ultime 10 pagine e poi ne riparliamo.

Devo dire che ho apprezzato molto di più questo secondo volume rispetto al primo, per un semplice motivo non essendo più un libro introduttivo la Clare si è potuta soffermare di più sia sui fatti che su i personaggi che compongono la storia; portando alla luce un vero capolavoro.

In questo capitolo conosciamo in modo più approfondito Kit Rook a.k.a Christopher Herondale, l’ultimo della famiglia. Onestamente quando lo aveva introdotto nello scorso libro non mi era saltato all’occhio più di tanto e non mi era sembrato un granché; però laFoto 11-10-17, 12 15 23.png Clare essendo moolto brava nel farti cambiare idea sui personaggi mi sono ritrovata, alla fine, ad adorarlo. Essendo cresciuto come un mondano e odiando li Shadowhunters (cosa inculcatagli dal padre), nel momento in cui si ritrova a vivere nell’Istituto di Los Angeles spaesato e spaventato decide di affrontare questa situazione nel modo migliore che conosce: prima cerca di rubare delle armi per poi rivenderle e con i soldi scappare via, successivamente (visto che la sua prima idea non aveva avuto il risvolto desiderato) decide di buttare tutto sulla sua ultima arma a disposizione, l’ironia come un vero e proprio Herondale (vi ricorda qualcuno questo atteggiamento?). Inoltre,  mi è piaciuto molto come Kit è riuscito ad interagire con Ty e Livvy fino a diventare un vero e proprio trio inseparabile.

Un’altro personaggio che mi è piaciuto molto è stato Kieran. In questo volume abbiamo visto il principe delle fate sotto un’altra luce, completamente nuova: socievole (per quanto possibile), leale, che si batte per ciò che ama e protettivo verso il prossimo. Una Foto 11-10-17, 11 36 57parte che ho trovato molto dolce è quando prende tra le Foto 11-10-17, 11 35 03.jpgbraccia Max e lo fa giocare con i suoi capelli (con queste cose io ci vado a nozze). Sono curiosissima di vedere come si  evolverà il famoso triangolo Kieran/Mark/Cristina e la sua amicizia con quest’ultima- che, tra parentesi, ho molto gradito-

La coppia principale di questa storia si riconfermano Emma e Julian. Li abbiamo lasciati con lei che aveva deciso di farsi odiare da lui e li ritroviamo su per giù nella stessa situazione per una buona parte del libro, fino a quando non decidono finalmente di 1000005_226898074141400_678146964_nddd.jpg dichiararsi ma con conseguenze durissime e con scelte assai difficili da intraprendere. Julian è uno dei personaggi che sono molto curiosa di vedere come si comporterà, non fraintendetemi non è il mio preferito, sia per quanto riguarda il suo rapporto sia con Annabelle; diciamo pure che non abbiamo ancora smesso di conoscerlo.

Annabelle è uno dei nemici della situazione la famosa Signora della mezzanotte. Per ora non è che mi abbia entusiasmata più di tanto, sarà anche perché si vede a partire da più di metà libro fino ad arrivare alla fine dove compie il fattaccio. Comunque sono più che sicura che la Clare ci saprà rigirare la frittata, come al suo solito, lasciandoci a bocca aperta. Un’altra new entry è il Re Unseelie, a cui dobbiamo il nome del libro. Ci viene presentato come “un uomo” con metà volto di una bellezza unica e l’altra metà deformata e orribile. Diabolico fino al midollo non gli importa niente degli altri se non di se stesso, nemmeno dei propri figli visto che stava per far giustiziare Kieran. Se ci sembrava spregevole la Regina, lui sicuramente riesce a batterla su tutti i fronti possibili. Insomma un vero e proprio osso duro. Riusciranno i nostri amati Shadowhunters a sconfiggerli e avere finalmente la pace che si meritano? Non ci resta che aspettare il 2018.

 

ATTENZIONE #SPOILER

Ora, io lo scrivo qua sopra per avvertirvi anche se essendo uscito da più o meno un mese quasi tutti dovreste averlo letto; comunque la prudenza non è mai troppa. Vorrei soffermarmi un pochino sul finale del libro e poi posso chiudere la mia recensione. Allora, l’unica cosa che non sopporto del suo modo di scrivere è la velocità con cui tratta i finali. Qua ci ritroviamo di fronte due morti MOLTO importanti: una è quella di Robert Lightwood che madonna santa non ci avrei creduto manco se me lo avesse detto Cassandra Clare in persona, l’altra è quella di Livvy (mannaggia a te!). Io non dico che doveva fare altre 40 pagine per poter concludere il libro, però nemmeno andare alla velocità della luce con eventi che si susseguono l’un con l’altro; magari sarà un problema mio non lo metto in dubbio; però concludere il tutto nelle ultime 10 pagine con morti e stragi a destra e a manca beh, confonde un po’ le idee al lettore e li fa perdere il filo. Ciò non toglie che sia un bel libro e, forse, uno dei migliori che abbia scritto.

Spero che la recensione vi sia piaciuta e, come sempre, se volete farmi sapere la vostra opinione potete scrivere qua sotto o sulla mia pagina di instagram 🙂 .

Queen of Air and Darkness, l’ultimo della saga di “The Dark Artifices” uscirà in America nell’autunno del 2018

fonte foto: Tumblr

LMin_cover.jpg

VOTO: 4/5

Buona lettura!

 

 

 

 

Recensione: Yuri!!! on ice

Salve a tutti!

Dopo quasi un mese di assenza, sono tornata per portarvi una nuova recensione. Questa volta ho deciso di parlare di un anime che ha fatto molto parlare di sé lo scorso anno sia per i suoi personaggi che per la coppia principale della storia; se non avete ancora capito di cosa sto parlando tranquilli ve lo dico subito, Yuri!!! on Ice.

yuri on ice

Genere: Commedia, spokon(sport), psicologico

Episodi: 12

Durata episodi: 23 min

 TRAMA

La storia ha come suo fulcro Yuuri Katsuki, 23enne speranza del pattinaggio su ghiaccio giapponese reduce però da una cocente sconfitta in una competizione importante. Ritiratosi al paese natio nel Kyushu, vive dilaniato tra la volontà di rimettersi in gioco e il desiderio di ritirarsi. L’incombere di un nuovo Grand Prix è un punto di svolta ma è soprattutto l’incontro con altri due pattinatori russi a scuoterlo: Victor Nikiforov, cinque volte campione mondiale, che mostra presto un insolito interesse per Yuuri, e Yuri Plisetsky, giovane promessa di appena 15 anni, chiamato la “Fata di Russia” per la sua eleganza in pista ma che al di fuori si mostra arrogante e volgare come un delinquente…

RECENSIONE

Yuri on ice mi era stato consigliato, non avete idea di quante volte, da due mie amiche ma io convinta che non lo avrei mai guardato rispondevo con la mia solita frase: “Ci penserò” che nel mio gergo significa un semplice “no”, che ragazza ingenua. Diciamo pure che uno dei miei difetti è quello di partire in quarta, avevo letto la trama e visto le immagini ma appena ho notato la parola “spokon” l’ho scartato immediatamente. Avete presente quando ancor prima di vedere una cosa, ve la costruite mentalmente con tutte le vostre aspettative e non? Beh a me è successo esattamente questo, nella testa mi ero immaginata un qualcosa alla Mila e Shiro per intenderci solo con il pattinaggio. Devo imparare a fidarmi di più dei consigli che mi vengono dati che tanto, la maggior parte, sono giusti.

Una sera dato che mi annoiavo da morire e avevo appena finto No.6, ho aperto Crunchyroll per vedere li anime che mi ero segnata e tra questi c’era, appunto, Yuri on ice così presa da un momento di follia decisi di iniziarlo. Dopo aver visto ben 7 episodi ed essere andata a letto alle 4 del mattino ,volevo prendere una macchina del tempo per poter schiaffeggiare la me stessa dell’anno scorso per non averlo guardato prima. E’ di una bellezza assoluta, ora capisco tutti li scleri che qualche volta vedevo passare sulla home di Facebook. Visto che le cose da dire sono abbastanza, cercherò di ordinarle il più possibile. Allora, anche se non ho visto poi così tanti anime devo ammettere che i suoi disegni sono i migliori che abbia mai avuto il piacere di vedere (almeno per ora). E’ vero alle volte ci possono essere degli errori ma questo capita un po’ ovunque (anche nei manga) sicché non ci faccio poi così tanto caso; però visti così di primo impatto, almeno a me, mi hanno lasciata veramente di stucco. Una delle cose che più mi ha più sbalordita sono stati i vari particolari che i disegnatori hanno messo su ogni personaggio per farlo distinguere dagli altri e renderlo unico; per esempio le espressioni facciali che sono molto fluide tanto da sembrare vere come del resto i movimenti che fanno quando pattinano, è impressionante. Oltre a questo anche li scenari in cui si svolgono i vari episodi sono veramente belli e realistici, la città che ho preferito è stata Barcellona (chissà perché).

Per non parlare dei protagonisti, Victor e Yuri. A parte il fatto che mi sono piaciuti appena sono entrati in scena, soprattutto quest’ultimo, mi hanno colpita all’istante. Per essere un personaggio di fantasia Victor è di una bellezza disarmante; saranno forse quei capelli bianchi con quel ciuffo che gli ricade sull’occhio, il suo essere russo o lo charme che lo circonda, non ne ho idea fatto sta che ti attira tantissimo.

 

Yuri è veramente una persona adorabile, non puoi finire la serie e dire che non ti è piaciuto perché è impossibile. All’inizio ci appare come una persona debole e fragile ma nel corso degli episodi riacquisterà la fiducia in sé stesso diventando forte, coraggioso e determinato. Lui a differenza di Victor ha un fascino tutto suo che lo scopriremo durante la sua evoluzione nel corso delle varie puntate.

Concludo dicendo che Yuri on ice è un anime che dovrebbe essere visto o almeno aggiunto alla lista di tvshowtime, perché merita veramente tanto. Riesce a distaccarsi dalla trama tipica di uno spokon con una facilità tutta sua, tanto da farti quasi dimenticare che parla principalmente di sport. Una cosa bellissima di questa serie è il buon umore e la carica che ti trasmette una volta che lo hai finito. Grazie alla determinazione di Yuri e all’impegno che ci mette per poter realizzare il suo sogno riesce a portare lo spettatore verso la speranza di arrivare, un giorno, alla sua meta designata.

VOTO: 5/5

Buona visione!