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Recensione “Death Note” anime

Buongiorno miei cari lettori; è da un po’ che non pubblico sul blog e per questo mi scuso in ginocchio. In questi giorni sono stata impegnata con il rewatch di Sailor Moon ed in più mi sono ammalata quindi non ho potuto fare niente, tra cui finire Hyperversum ma vi giuro che entro questa settimana mi ci metterò, così presto potrò recensirlo!

Detto questo direi di cominciare la recensione di uno dei miei anime preferiti, Death Note. 

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Genere:  Poliziesco, fantasy, thriller, psicologico, giallo

Episodi: 37

Durata episodi: 23 min

TRAMA

La storia si incentra su Light Yagami uno studente delle scuole superiori che trova un quaderno dai poteri soprannaturali chiamato Death Note, gettato sulla terra dallo shinigami Ryuk.  L’oggetto dona all’utilizzatore il potere di uccidere chiunque semplicemente scrivendo il suo nome sul quaderno mentre ci si figura mentalmente il volto. Light intende usare il Death Note per eliminare tutti i criminali e creare un mondo dove non ci sia il male, ma i suoi piani saranno contrastati dall’intervento di Elle, un famoso investigatore privato, chiamato a indagare sul caso delle misteriose morti dei criminali.

Cinque anni più tardi, due nuovi investigatori, Near e Mello, si mettono a indagare sul caso Kira. Near agisce con l’appoggio del governo e crea la SPK, un’organizzazione nata con l’obiettivo esplicito di catturare Kira; Mello cerca di raggiungere lo stesso fine stringendo un patto con la mafia. I due ragazzi si rivelano abili almeno quanto Elle e usano qualsiasi mezzo per contrastare il loro avversario, così, grazie a una serie di sequestri, riescono ad apprendere dell’esistenza dei Death Note e cominciano a nutrire forti sospetti nei confronti di Light.

RECENSIONE 

“L, lo sai che gli shinigami mangiano solo mele?”

In primo luogo per chi non ne fosse a conoscenza i Death Note sono dei quaderni neri, dall’aspetto comune, in possesso dagli shinigami, dei della morte. Questi li utilizzano per uccidere gli esseri umani, scrivendone il nome sul quaderno e allungando di conseguenza la propria vita. I Death Note possono essere utilizzati allo stesso modo anche dagli esseri umani (senza il guadagno di anni di vita) a patto che la persona che possiede il quaderno scriva il nome della vittima conoscendone il volto.

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Il protagonista dell’anime è Light Yagami, studente liceale, il quale trova il suddetto quaderno ed inizialmente lo utilizza per fini nobili (come togliere il male dal mondo) ma con il passare del tempo inizia ad utilizzarlo per motivi puramente egoistici; con il solo scopo di diventare, un giorno, il Dio di un nuovo mondo.

A mio modesto parere Death Note può essere diviso in due parti ben distinte:

• La prima parte [ ep 1-26] dove il ragazzo trova il Death Note e fa la conoscenza dello shinigami Ryuk, ex possessore del quaderno. Successivamente ci troviamo di fronte al coprotagonista della storia; l’investigatore privato che collabora con la polizia, Elle.

• Nella seconda parte [ep 27-37] abbiamo un Light ormai adulto a capo della polizia ed allo stesso tempo ancora più potente grazie al Death Note. Qua incontriamo per la prima volta i successori di Elle, morto 5 anni prima, Near e Mello. Ognuno, a modo suo, cercherà in tutti i modi di smascherare Kira/Light e portare, finalmente, giustizia e pace.

Per quanto mi riguarda ho adorato moltissimo la prima parte. La trama, i personaggi ed i continui scontri fra Elle e Light mi hanno fatto amare l’anime ad un punto tale da spingermi a leggere il manga. In questa prima fase della storia vediamo come Elle e Light siano l’uno la nemesi dell’altro e come il  loro essere affini gli porti a capirsi fino in fondo.

La seconda parte l’ho trovata un po’ noiosa. Forse sarà stata la mancanza di Elle, che a mio parere si sente in modo opprimente, oppure la storia essendo più poliziesca che altro. Per quanto riguarda Near e Mello, li possiamo definire come le due parti di Elle.

Near è colui che lo ricorda di più e questo lo possiamo notare sia grazie al modo che ha di rapportarsi con Yagami, sia attraverso vari elementi come: i nervi saldi, il sangue freddo, le sue capacità di ragionamento e il suo grande intuito.

Mello, invece, ha in comune con Elle (e Near) solo la passione per la cioccolata; tant’è vero che in molte scene lo possiamo vedere con una tavoletta di cioccolata in mano.

Il finale l’ho trovato abbastanza deludente, sopratutto nella parte finale in cui Light ripercorre la sua vita. Quelle brevi sequenze ti danno l’idea di un ragazzo pentito di tutto ciò che ha fatto, cosa che stento molto a credere in quanto era consapevole delle sue azioni e dei rischi in cui sarebbe incorso compiendole.

Death Note è un cult per quanto riguarda sia gli anime che i manga e lo consiglio vivamente per gli amanti di questo genere (anche se dubito che non l’abbiate visto) ma sopratutto a chi non ha mai guardato un anime e vorrebbe iniziare 🙂 .

“Light non è Kira. Anzi, se lo fosse sarebbe un bel problema per me. Perché Light… è il mio primo amico.”

VOTO: Prima parte: 4/5 – Seconda parte 3/5

Buona visione!

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