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Vale la pena vedere American Horror Story Cult?

Buonsalve miei carissimi lettori ^_^
Oggi ho deciso di portare sul blog una delle mie serie preferite, non solo del momento ma da anni, American Horror Story.

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TRAMA

8 novembre 2016: durante la notte delle elezioni presidenziali americane, Ally Mayfair-Richards, sua moglie Ivy, loro figlio Oz e i coniugi Chang si ritrovano per assistere all’elezione del quarantacinquesimo presidente americano Donald Trump. Ally ne rimane sconvolta, teme per la sua famiglia omogenitoriale e per questo le sue fobie, coulrofobia (paura dei clown) e tripofobia (paura di buchi piccoli e ravvicinati), ritornano a galla, sebbene avesse imparato a controllarle. Nel frattempo, la stessa notte, Kai Anderson gioisce per l’elezione di Trump e va dalla sorella Winter per gongolare visto che lei aveva votato per Hilary Clinton. Da questa notte Ally non sarà più la stessa, vede spesso spaventosi clown perseguitarla e tentare di ucciderla e decide di tornare in visita dal suo terapista di fiducia.

RECENSIONE

So che vi avevo dato un piccolo assaggio nel post di Halloween; però quest’oggi volevo soffermarmi sull’ultima stagione uscita e finita mercoledì, Cult. Chi è un veterano del fandom saprà che Ryan Murphy è diventato famoso per portare, ogni anno, temi sempre più particolari e strambi. Quando fu annunciata la trama della settima stagione non ne rimasi molto entusiasta tant’è che pensai a come potesse unire il tema horror con quello delle elezioni (anche se sono già state spaventose di suo), ma il buon caro Murphy come sempre sa stupire i suoi fan più dubbiosi regalandoci una delle stagioni più belle della serie. Ovviamente non starò qua ad analizzare puntata per puntata, anche perché verrebbe fuori una noia totale oltre ad essere una gran perdita di tempo, ma mi limiterò a parlarvene in generale soffermandomi sulle cose che più mi sono piaciute.
Come quasi sempre i protagonisti indiscussi sono Sarah Paulson e Evan Peters: da un lato troviamo la paurosa e timida Ally insieme a tutte le sue fobie, dall’altro abbiamo Kai un ragazzo con un enorme mania di grandezza che lo farà sfociare nella pazzia più assoluta. Devo dire che i personaggi interpretati dalla Paulson mi sono sempre piaciuti, ed Ally Risultati immagini per american horror story cult poster promozionalinon fa eccezione, e sapete perché? In ogni serie si ritrova a fare colei che viene sempre presa in giro (per non dire qualcosa di più volgare) ma alla fine riesce sempre ad avere una rivalsa su tutti facendo uscire fuori la badass che in realtà è, magari a lunga andare può sembrare scontato o banale ma vi giuro che lo guardo da ben 6 anni e ancora non mi sono stancata.
Evan Peters, aaahhh cosa posso dire di lui oltre che lo amo alla follia? E’ una delle mie Risultati immagini per american horror story cultcrush cinematografiche ormai da tanti anni e più il tempo passa più l’adorazione aumenta ma questo non influenzerà certo quello che scriverò… almeno credo. A mio parere Kai è il personaggio più complesso e a 360° gradi che Evan abbia mai impersonato. Si certo abbiamo anche Tate Langdon, che rimarrà sempre il mio adorato bambino, però si percepisce proprio durante la visione che Kai è su tutt’altra lunghezza d’onda e che non c’è confronto. E so benissimo che Evan ha interpretato anche altri personaggi veramente validi come Kit, March e Jimmy; però ditemi da quant’è che non lo vedevate così preso in una parte, così convincete da farvi quasi venire la pelle d’oca? Non so voi ma io da veramente tanto. Una cosa che mi ha stupita sono stati le miriadi di interpretazioni che ha fatto in sole 11 puntate è passato dal candidato elettorale ad Andy Warhol, poi Marshall Applewhite, David Koresh, Jim Jones, Charles Manson e GESU’ (volevo allegare una gif ma a quanto pare nessuno ha capito la genialità della cosa, sorry) e lì devo ammettere che ho riso come una matta. Tornando al protagonista mi è piaciuto e anche tanto, ho adorato la sua pazzia e la razionalità (se così possiamo chiamarla) che l’accompagnava. Il fatto di avere i genitori decomposti nella loro camera dove ogni tanto lui andava per sentirsi al sicuro e confidarsi? Inquietante ed anche un po’ schifoso ma… funziona (per citare Yotobi).
Per quanto riguarda la trama in generale, è stata una figata assurda dall’inizio alla fine. Tutta questa storia dei clown e chi c’è dietro alle maschere mi ha tenuta incollata e con il fiato sospeso per molti episodi, in più ero curiosa di scoprire se i miei sospetti erano errati oppure no. Con American Horror Story Cult non ci troviamo davanti una stagione alla Asylum, Coven o alla Hotel qua viene preso in ostaggio tutto ciò che c’è di giusto e razionale nel mondo, questa è una tipica stagione psicologia che non punta solo a spaventare lo spettatore ma a farli affrontare le proprio paure (per me la coulrofobia) e a farli ragionare fino alla fine. E per rispondere alla domanda che da il titolo a questa recensione “Vale la pena vedere American Horror Story Cult?” Assolutamente si.
Concludo allegandovi una foto di Evan nei panni di Andy Warhol con accanto il vero Andy Warhol.

VOTO: 5/5

Stay tuned!

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SONO IDENTICI, gemelli separati alla nascita proprio.

 

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